Non sono mai stata una grande lettrice, purtroppo, troppo pigra probabilmente. Mi annoio facilmente, pochi sono stati i romanzi che ho portato a termine e che mi hanno davvero rapita. Devo ammettere però che è sempre stato bello perdersi nelle storie e nella vita dei personaggi. È affascinante immaginare le loro avventure.
Ultimamente ho scoperto uno scrittore. Lo adoro soprattutto per i temi che tratta nei suoi libri. Anche il suo modo di scrivere mi incanta.
Lo scrittore in questione è Gianluca Gotto e sta davvero diventando una vera e propria ispirazione per me. Probabilmente perché tratta temi per il quale sono particolarmente sensibile in questa fase della mia vita.
Nei sui libri parla di viaggi, sogni, speranze e paure. Parla di perdersi per poi ritrovarsi. Parla di errori, ansie, gioie e soddisfazioni.

Le sue esperienze di vita, raccontate soprattutto nel primo e ultimo libro, mi hanno davvero aiutato a fare ordine tra i miei pensieri. Pensieri che spesso erano disordinati, incasinati e spaventati. Pensieri che avevo addirittura paura a pronunciare a voce alta. Mi sono sentita finalmente capita. Ho realizzato che intorno a me c’è molta gente con la mia stessa voglia di fare, di cambiare e di scoprire, e che questo non è affatto un male.
Apprezzo molto il suo modo di scrivere per una ragione precisa. Si rivolge spesso direttamente al lettore. Utilizza frasi del tipo “non so chi tu sia”. Oppure, frasi come “se anche tu come me”. Questi modi di scrivere ti fanno sentire davvero parte di quel contesto. Come se stesse dando un consiglio ad un amico o a un parente.
Mi trovo in una fase della mia vita dove sto prendendo decisioni che cambierebbero il corso di questa per sempre. Queste decisioni la stravolgerebbero completamente.
Il cambiamento fa paura. Ammetto che ci sono dei momenti dove mi chiedo se sto facendo la cosa giusta o no. Mi chiedo se è la scelta giusta per me. Poi, come sempre da quando ho scoperto i suoi libri, Gotto è venuto in mio soccorso e nel suo ultimo libro dice questa frase:
“Non permettere al te stesso del presente di scegliere. E’ troppo stressato, troppo emotivo, così coinvolto da non avere una retta visione della situazione. Lascia che sia il te stesso del futuro a scegliere”.
Non ho potuto che dargli ragione. Ho provato ad immaginare come sarebbe la Rossella del futuro nei due scenari che si potrebbero presentare in base alla decisione presa. Da quel momento non ho più avuto dubbi.
Non voglia vivere di rimpianti. Non voglio voltarmi indietro tra 20 anni e dire, ‘se solo fossi partita’ o ‘se solo avessi fatto questo’. Probabilmente spesso prenderò scelte sbagliate. Farò molti errori, e avrò una serie di ostacoli da superare. Ma una cosa è certa. Voglio essere felice. Ogni scelta da ora in avanti sarà presa solo per raggiungere questo obiettivo.

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