Avere paura è normale. In un libro di Gotto ho letto questa bellissima frase: “La paura è la felicità che sta per sbocciare.” È un passaggio naturale. Va affrontata per poter raggiungere la felicità.
Non molto tempo fa non avrei mai potuto affermare ciò. Anzi, ho sempre cercato in tutti i modi di scappare dalla paura, facendo finta di niente.
Abbiamo, molto spesso, la tendenza a voler nascondere le nostre paure, le nostre fragilità. Ci piace mostrarci forti, dare un’idea di noi di persone tenaci, che non hanno paura di nulla.
Io penso che questo sia fortemente sbagliato. Esternare le nostre paure, vederle da un altro punto di vista, ci aiuta a interiorizzare la situazione al meglio. Affrontandola così nel migliore dei modi.
Spesso mi capita di andare in overthinking. Mi faccio sommergere da un infinito susseguirsi di pensieri. Questi pensieri spesso non hanno un vero senso logico. Quando accade, vado in panico, mi faccio prendere dalla paura. Di perdere qualcuno o qualcosa. Di non essere mai abbastanza. Di non fare mai la cosa giusta.
Ma poi mi ricordo che ho il controllo della mia mente e della mia vita. Quando c’è qualcosa che non va o che voglio cambiare, devo farlo. Ho tutte le carte in regola per poterlo fare.
A me aiuta molto scrivere. Ho un diario che scrivo ogni sera o quando ne sento la necessità. Descrivo le mie giornate. Racconto gli eventi che mi hanno fatto felice. Parlo anche di quelli che mi hanno resa triste o arrabbiata. Così facendo riesco a guardare a quest’ultimi dall’esterno e a non farmi sovrastare dagli eventi. Do un voto alla giornata, se è stata buona o no. E cerco di darmi consigli su come migliorarla.
Sto lavorando molto su me stessa, sulle mie insicurezze. Sul modo di affrontare le situazioni. Di lavoro da fare c’è n’è ancora molto, ma devo ammettere di essere abbastanza fiera di me.
Io sono molto fortunata. Riesco da sola a gestire le mie paure. Non le faccio diventare problemi più grandi di me. Ma non per tutti è così. Anzi. Sono state molte le occasioni in cui io stessa ho pensato di dover chiedere aiuto e l’ho fatto. Che sia un familiare, un amico, il proprio fidanzato, un professionista. Non c’è nulla di male a chiedere aiuto.
Chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di maturità. Riconoscere di avere un problema è il primo passo per affrontarlo e superarlo.

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