Quando qualcosa mi stressa, mi agita o mi fa arrabbiare, mi chiedo: Questo evento sarà importante per la mia vita? Tra sei mesi lo ricorderò ancora?
Ho letto questo in un libro di Gotto. Effettivamente adesso riesco a gestire un po’ meglio le situazioni, soprattutto quelle poco rilevanti.
‘La vita è molto semplice se non ti ostini a complicarla‘.
E’ proprio vero. A volte cerchiamo problemi quando non ce ne sono. Oppure rendiamo piccoli problemi più grandi del necessario fino ad auto sabotarci.
Lo facciamo nelle relazioni personali, a lavoro. Non sempre riusciamo a dare il giusto peso alle cose, belle o brutte che siano. Ci lasciamo sommergere da mille pensieri e paure.
Ed è proprio in queste situazioni che utilizzo la ‘tecnica’ che ho citato all’inizio. Mi chiedo: tra sei mesi ricorderò tutto questo? Devo ammettere che la risposta a questa domanda è quasi sempre no. Ciò non fa altro che confermare come spesso ci perdiamo in un bicchiere d’acqua. Come complichiamo la nostra vita con le nostre stesse mani, quando in realtà è molto più semplice.
Ho notato una cosa da quando ho iniziato ad adottare questo metodo. Ho bisogno di esternare quello che provo. Sia in situazioni di disagio che in situazioni piacevoli. Se non lo faccio, se mi tengo tutto dentro, il mio corpo mi manda un segnale di malessere. E’ come se in qualche modo mi dicesse o tiri tutto fuori o lo faccio io per te. E il suo modo di fare non è proprio positivo per la mia salute psicofisica!!!
I cambiamenti, le paure, i problemi, fanno parte della vita. Sono delle fasi che siamo costretti a superare per poter raggiungere la parte più bella che ci aspetta.
Perché fidatevi, che la felicità esiste per tutti, basta saperla cercare e aver voglia di accoglierla.

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