Un mese fa ho trascorso una vacanza di 15 giorni a Bali, un’isola che sognavo da tempo e che, come spesso accade, si è rivelata un mix di meraviglie e qualche piccola (ma significativa) delusione.
Abbiamo iniziato il nostro viaggio a Ubud, dove abbiamo passato una settimana immersi nella natura più autentica. Tra le tappe che più mi sono rimaste nel cuore ci sono sicuramente le Risaie di Jatiluwih: un paesaggio incredibile, reso ancora più affascinante dal vedere la gente lavorare nei campi. Camminare tra quei terrazzamenti infiniti mi ha fatto sentire parte di una Bali ancora genuina, dove la natura detta ancora i ritmi.
Un’altra perla sono state le cascate di Tibumana: credo di non aver mai visto così tanto verde, così tanta acqua, così tanta vita tutta insieme. È stato uno di quei momenti in cui mi sono sentita davvero connessa a qualcosa di più grande.
Sempre a Ubud abbiamo visitato anche la Foresta delle Scimmie. È stata un’esperienza particolare, divertente e un po’ surreale, ma sinceramente non credo che la rifarei: forse troppo “turistica” per i miei gusti.
Dopo Ubud ci siamo spostati a Uluwatu, famoso per il suo tempio a picco sull’oceano. Il tramonto visto da lì è stato uno spettacolo da cartolina: colori caldi, onde che si infrangono sulle scogliere, un’atmosfera magica che mi ha fatto sentire lontana da tutto.
Devo essere onesta però: questa vacanza non è stata solo natura e panorami da sogno. Viaggiare significa anche scontrarsi con la realtà, e a Bali non tutto è stato all’altezza delle aspettative. Complice anche qualche imprevisto (il maltempo ci ha impedito di prendere il traghetto per le isole Gili e Nusa Penida, dove pare ci siano le spiagge più belle), il mare sull’isola principale non mi ha entusiasmato. Anzi, spesso l’ho trovato sporco, con plastica e rifiuti sulle spiagge. In alcune zone fare un bagno era praticamente impossibile.
Forse i social e i video hanno contribuito a creare aspettative troppo alte: immagini di acque cristalline ovunque, spiagge da sogno dietro ogni angolo… ma la realtà non è sempre così. Purtroppo è evidente che un certo tipo di turismo sta lasciando segni profondi — e non sempre positivi — su quest’isola meravigliosa.
Ma la cosa che più in assoluto mi è piaciuta — e per la quale tornerei volentieri a Bali — sono i balinesi. Gente stupenda, gentile, sempre con un sorriso sulle labbra. Non hanno nulla, letteralmente, ma sanno come apprezzare le meraviglie della vita. Tornerei solo per rivedere quei sorrisi sinceri… e per gustarmi un bel piatto di Nasi Goreng.
E voi? Siete mai stati a Bali o la sognate ancora nel cassetto? Raccontatemi la vostra esperienza o ditemi se anche voi avete vissuto luci e ombre in questo angolo di paradiso! 🌴✨

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