La fine di un viaggio non è mai davvero una fine. È più una trasformazione, un cambio di ritmo, quasi un respiro diverso. E così si è concluso il nostro road trip australiano, qualche settimana fa, con il nostro arrivo ad Adelaide.
Devo dire che, per una volta, la fortuna è stata decisamente dalla mia parte: ho trovato lavoro quasi subito. Una di quelle cose che speri succedano ma che, quando accadono davvero, ti sorprendono comunque. E così, quasi senza accorgermene, mi sono ritrovata a costruire una nuova routine in una città che, giorno dopo giorno, mi sta conquistando.
Adelaide è proprio come la immaginavo, ma forse anche meglio. È una città a misura d’uomo, tranquilla ma viva, ordinata ma mai noiosa. Il fatto di lavorare in centro rende tutto incredibilmente semplice: niente corse infinite, niente caos ingestibile. Qui la vita scorre con un equilibrio che, dopo mesi on the road, ha quasi qualcosa di surreale.
Eppure, in mezzo a tutta questa nuova stabilità, c’è una nota malinconica che non posso ignorare.
Abbiamo venduto Taz.
Il nostro amato Taz. Il nostro compagno di viaggio, di libertà, di tramonti infiniti e sveglie vista oceano. La nostra casa su quattro ruote, testimone silenzioso di avventure incredibili e momenti che difficilmente si possono spiegare a parole.
Non è stata una decisione facile. Anzi. Ma era necessaria. Lavorando in città, gestire un camper sarebbe diventato complicato, oltre che costoso. E così, con un misto di razionalità e nostalgia, abbiamo lasciato andare un pezzo enorme di questo viaggio.
Ora siamo tornati alla vita da ostello. Zaini, spazi condivisi, cucine affollate. Una vita completamente diversa da quella a cui ci eravamo abituati negli ultimi mesi.
E una cosa la posso dire con assoluta certezza:
QUANTO MI MANCHI TAAZZZZ.
Mi manca la libertà di decidere all’ultimo dove dormire. Mi manca aprire la porta e avere davanti solo natura. Mi manca quella sensazione di essere sempre esattamente dove volevamo essere.
Ma forse è proprio questo il punto.
La vita è fatta così: tutto ha un inizio e tutto ha una fine. E il valore di quello che viviamo sta proprio nel saperlo riconoscere mentre succede. Nel viverlo davvero, fino in fondo.
E con Taz lo abbiamo fatto. Eccome se lo abbiamo fatto.
Ci siamo goduti ogni chilometro, ogni deviazione, ogni imprevisto. Abbiamo riempito quei mesi di ricordi che ci porteremo dietro per sempre.
E anche se ora le nostre strade si sono divise, so che Taz resterà per sempre una parte di noi. Un simbolo di libertà, di scoperta, di quel momento della vita in cui tutto sembrava possibile.
E forse, in fondo, lo è ancora.

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