Non sono sparita. O forse sì, ma solo un pochino.
È ormai più di un mese che sono tornata in Italia e, dopo tutto questo tempo passato a viaggiare, cambiare posti, abitudini, ritmi e prospettive, mi sono finalmente fermata.
E mi sono fatta coccolare.
Mi sto godendo la mia famiglia, i miei amici, le piccole cose di casa e quella quotidianità che, prima di partire, mi sembrava così normale e rassicurante. Dopo mesi in giro, avevo proprio bisogno di tornare, di rallentare, di riabbracciare le persone che amo e di sentirmi un po’ “a casa”.
Eppure… è passato solo un mese.
E già mi manca viaggiare da morire.
La cosa assurda è che mai, e dico mai, avrei pensato di provare questa sensazione.
Prima di tutta questa esperienza e di tutti questi viaggi, non avrei mai immaginato di riuscire ad abituarmi così facilmente a uno stile di vita completamente diverso dal mio. Un modo di vivere molto più frenetico, in cui devi necessariamente imparare ad adattarti a situazioni nuove, persone diverse, imprevisti, cambi di programma e giornate che non sai mai esattamente come andranno.
E invece mi sono adattata.
Forse anche troppo bene.
Perché adesso che sono tornata alla mia quotidianità, quella quotidianità che fino a qualche tempo fa adoravo, a tratti mi sembra quasi… noiosa.
Mi sembra strano dirlo.
Ho sempre pensato che tornare a casa significasse ritrovare le mie certezze, le mie abitudini, i miei ritmi. E in parte è esattamente così. Sono felice di essere qui. Sono felice di poter passare del tempo con la mia famiglia, vedere i miei amici, mangiare le cose che mi sono mancate, dormire nel mio letto e non dover pensare a quale sarà la prossima destinazione.
Ma allo stesso tempo sento una specie di irrequietezza.
Quella voglia di aprire una cartina, guardare un volo, scegliere una destinazione a caso e pensare: “Ok, quando partiamo?”
Vorrei già organizzare un altro viaggio.
Uno bello, magari in un posto che non ho mai visto. Perché il mondo è così grande. C’è così tanto da vedere, così tanto da scoprire, così tante persone da incontrare e così tante esperienze ancora da vivere che, quando rimango ferma troppo a lungo, ho quasi la sensazione di stare perdendo tempo.
Ed è una sensazione strana, perché dall’altra parte so benissimo che non sto perdendo proprio niente.
Questo tempo a casa è prezioso.
Anzi, forse è proprio quello che mi serviva.
Mi sto godendo momenti che mentre ero via mi sono mancati tantissimo. Le chiacchiere con gli amici, le cene in famiglia, le cose semplici, quelle che quando sei dall’altra parte del mondo ti sembrano improvvisamente enormi.
Quindi sì, sono felice di essere tornata.
Ma sono anche terribilmente curiosa di ripartire.
E forse è proprio questo il risultato più grande di tutto quello che ho vissuto: ho scoperto di avere dentro di me due persone completamente diverse.
Una vuole stare a casa, circondata dalle persone che ama, godersi la famiglia, le amicizie e la tranquillità.
L’altra vuole uno zaino, un biglietto aereo e una destinazione qualsiasi.
Una ama la sicurezza della quotidianità.
L’altra si annoia dopo un mese.
Una dice: “Goditi questo momento, non hai bisogno di andare da nessuna parte.”
L’altra risponde: “Sì, però… dove partiamo?”
Insomma, penso di avere una doppia personalità.
O forse, più semplicemente, viaggiare mi ha cambiata.
Mi ha fatto capire che posso sentirmi a casa in posti completamente diversi e che, allo stesso tempo, casa mia rimane sempre casa mia.
Forse non devo scegliere tra le due cose.
Forse posso semplicemente imparare a vivere con entrambe.
Per ora, quindi, mi godo questo mese di lentezza, gli abbracci, le persone che mi sono mancate e tutto quello che significa essere tornata.
Ma non vi nascondo che, da qualche parte nella mia testa, c’è già una vocina che continua a ripetere:
“Dai, organizziamo un altro viaggio?”
E sinceramente… non so quanto riuscirò a resisterle.

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